"Subway" nasce dal riuso di elementi architettonici già presenti nel piano interrato della stazione di Porta Venezia della Metropolitana Milanese.
Il pilastro è, per definizione, un elemento portante: sostiene, regge, stabilizza. È pensato per essere parte di un insieme, invisibile nella sua funzione, vincolato alla permanenza. In Subway questa funzione viene sospesa. Il pilastro, sottratto al suo contesto strutturale, viene dotato di ruote. Non sostiene più nulla, non è più necessario, non è più integrato in un sistema. La sua forma resta invariata, ma il suo ruolo è disattivato.
L’intervento produce un corto circuito logico e funzionale. Un elemento concepito per essere fisso e portante viene reso mobile; ciò che garantiva stabilità diventa potenzialmente instabile. Le ruote non introducono una nuova utilità, non migliorano la funzione originaria, non risolvono un problema tecnico. Al contrario, rendono evidente la perdita di funzione. Il movimento è solo ipotetico, mai risolto in un uso reale.
Cavenago non trasforma l’architettura in scultura: la sottrae al proprio compito. Il pilastro non viene monumentalizzato, ma neutralizzato. Da elemento strutturale diventa corpo autonomo, privo di gerarchia, esposto nella sua inutilità. Il riuso non è funzionale né sostenibile in senso pratico, ma critico: un atto di dislocazione che mette in crisi il rapporto tra forma, funzione e contesto.
Inserita negli spazi della metropolitana, Subway opera per attrito. In un luogo dominato dal flusso, dalla velocità e dall’efficienza, l’opera introduce un oggetto che ha perso la propria necessità. Un’infrastruttura che non sostiene più nulla, un elemento portante che non porta, un residuo architettonico che si muove senza destinazione.
Subway lavora per negazione. Non costruisce, non aggiunge, non risolve. Disattiva. Attraverso il riuso di un elemento reale dell’architettura urbana, Cavenago mette in crisi l’idea stessa di struttura come garanzia di ordine, stabilità e permanenza, restituendo allo spazio pubblico un corpo estraneo, instabile, privo di funzione ma carico di senso.
L.B., 2018
Social
Contatti
umberto@cavenago.info